mercoledì, settembre 27, 2006

Piero Welby

Una storia semplice

Nel 1963 mi fu diagnosticata una forma di distrofia muscolare progressiva. Le conoscenze sull’evoluzione di questa patologia erano molto approssimative. Inizia il solito pellegrinaggio alla ricerca di una cura ed infine vi è la “sentenza” di un luminare: “Non supererà i venti anni”. Lascio gli studi e, seguendo la corrente del sessantotto, giro l’Europa negli anni che vanno dal 1969 al 1971. Non muoio, ma la malattia si aggrava. L’uso di sostanze stupefacenti mi aiuta a dimenticare. Nel frattempo dipingo, leggo, scrivo, e do ripetizioni. Negli anni ’80 vi è un ulteriore aggravamento; tento la disintossicazione col metadone. La disintossicazione ha luogo, ma non posso più camminare. Mi sposo e aspetto la fine: non arriva; collaboro alla stesura di tre tesi di laurea. Altro aggravamento: insufficienza respiratoria; è l’ultimo stadio della distrofia. Chiedo alla mia compagna di non ricoverarmi per non essere costretto alla respirazione assistita. Perdo i sensi, vado in coma. Mi risveglio nella rianimazione del Santo Spirito. Ultimo round: tracheostomizzato, alimentato da un Sondino Naso Gaastrico, ventilato da un respiratore Eole 3xO. Aspetto e scrivo le ultime pagine del Mein Kampf. Auspico che vi sia la legalizzazione del Testamento Biologico ed una legge sull’eutanasia.
Piergiorgio Welby

(scritto di due/tre anni fa)

http://www.maredentro.it/filmati/trailer.wmv

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