giovedì, giugno 14, 2007

I CENTO PASSI

Mafia, seconda intimidazione: nuovo raid alla Casa della memoria Peppino Impastato
Liquido corrosivo sulle pareti e all'ingresso. Il fratello del militante politico ucciso dalla mafia: "Ci sentono come una minaccia"


Palermo, 12 giugno 2007
Seconda intimidazione in ventiquattro ore contro «Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato» dove a Cinisi (Palermo) abitò il militante politico che dopo aver denunciato le cosche mafiose locali venne assassinato nel 1978 da Cosa Nostra.
Liquido corrosivo è stato spruzzato nuovamente sulle pareti e all'ingresso dell'immobile, in quantità molto maggiore rispetto al primo analogo raid che era stato scoperto ieri mattina e denunciato ai carabinieri. La Casa della memoria, che e' sede dell' omonima associazione, una volta era l'abitazione della famiglia Impastato dove Felicia, la madre di Peppino, ha vissuto fino alla sua scomparsa il 7 dicembre 2004.
«Questo doppio attacco è un chiaro segnale di intolleranza da parte di chi sente come una vera minaccia quella porta sempre aperta sul corso di Cinisi, che accoglie migliaia di persone giunte da tutta Italia che rifiutano la prevaricazione mafiosa e hanno sete di libertà e di giustizia», ha detto Giovanni Impastato, fratello di Peppino.
"La memoria di Impastato è più viva che mai e dà ancora fastidio". Lo dice Rita Borsellino dopo i gravi atti di intimidazione alla Casa memoria della famiglia Impastato.
"Prima Peppino, poi sua madre Felicia e i volontari del Centro Impastato hanno lavorato per costruire a Cinisi, e non solo, un'antimafia vera. Un'antimafia che partisse dalla conoscenza della storture che negli anni il rapporto tra criminalità organizzata e politica ha prodotto e si facesse denuncia e costruzione di legalità e cambiamento. Se tra qualche giorno il presidente Napolitano ricorderà la figura di Peppino e se ancora oggi c'è chi quella memoria cerca di cancellare, significa che il lavoro del Centro Impastato e dei volontari della Casa della memoria, ha decisamente colpito nel segno".

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