venerdì, settembre 07, 2007

Ruini in campo su aborto e caso Welby

L`alto prelato: «è tempo di cambiare le norme sull`interruzione di gravidanza». Il centrosinistra fa muro: il provvedimento non si tocca

Si gioca in casa. Grand Hotel di Frascati, corso della Fondazione Magna Carta, laboratorio politico d`ispirazione teocon guidato dal senatore di Forza Italia Gaetano Quagliariello. Platea amica. C`è infatti qualche attimo di sorpresa quando uno dei giovani borsisti si alza in piedi per fare la sua domanda al cardinale Camillo Ruini: «Perché avete detto no ai funerali per Piergiorgio Welby? Quella decisione mi ha stupito». L`ex presidente della Conferenza episcopale non si scompone. Ha appena parlato della necessità di rivedere la legge sull`aborto, «una interpretazione che la migliori è non solo lecita ma doverosa». Parole nette con il sorriso sulle labbra, come sempre. Anche adesso sorride: «Sono io personalmente che ho preso quella decisione. Dispiaceva pure a me dire no, ma l`ho presa per un motivo logico». È la prima volta il cardinale parla da un punto di vista personale di quei funerali negati a chi aveva fatto della sua malattia una battaglia per il diritto all`eutanasia. «Sapevo - dice Ruini - quanti strali mi sarei attirato. Sapevo che avrei aggiunto sofferenza alle persone a lui legate e questo mi ha addolorato. Ma non c`era scelta». Ruini spiega che la Chiesa tende a concedere i funerali ai suicidi perché «si presuppone che, in uno stato di sofferenza, nel momento finale non ci sia il deliberato consenso della persona». Secondo Ruini, invece, quello Welby è un caso diverso: «Lui aveva più volte manifestato il desiderio di morire. Concedere il funerale sarebbe stato come dire "il suicidio è ammesso". Ma questo non ci impedisce di pregare per lui ed io spero che Dio lo abbia accolto». Poco prima il cardinale aveva parlato della legge sull`aborto. «È non solo lecita ma doverosa una interpretazione che aggiorni ai progressi medico scientifici la 194, ormai vecchia di 30 anni». E questo in un`ottica di riduzione del danno perché «per un credente sarebbe meglio che non ci fosse. Però quella legge c`è e non ci sono le condizioni per abrogarla». Il cardinale non scende nei dettagli delle modifiche. Ma proprio in questi giorni è il settimanale Famiglia cristiana a sottolineare tre possibili interventi che sembrano ritagliati sulle sue parole: rivedere i limite temporali per l`interruzione della gravidanza, regole più severe per l`aborto selettivo, applicazione reale delle misure di sostegno alle donne. Il centrosinistra difende la legge. «La 194 non si tocca perché funziona e sta riducendo il numero degli aborti» aveva detto il ministro della Salute Livia Turco in mattinata, prima dell`intervento del cardinale. Il centrodestra, invece, prende al balzo le parole di Ruini: Alfredo Mantovano (An) annuncia un disegno di legge per una «ragionata rettifica» delle norma.

Corriere della Sera
di Lorenzo Salvia

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